"Direttore generale e Commissari si sono dimostrati palesemente non all'altezza .. vanno tempestivamente rimossi e sostituiti" - Indagine conoscitiva Commissione Cultura della Camera dei Deputati - Indagine sulla SIAE - Osservatorio sulla SIAE

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Indagine conoscitiva Commissione Cultura della Camera dei Deputati [63]
All'inizio del 2012, dopo le discusse decisioni della SIAE sul proprio patrimonio immobiliare e sul Fondo Pensioni, la Commissione Cultura della Camera ha varato una indagine conoscitiva ascoltando protagonisti e testimoni delle vicende.

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"Direttore generale e Commissari si sono dimostrati palesemente non all'altezza .. vanno tempestivamente rimossi e sostituiti"

Si diffonde la parte restante dell'intervento  del 4 luglio scorso dell'On. Colucci in Commissione Cultura


Cap. 2. FINALITA' DEL COMMISSARIAMENTO. 

Con il decreto del Presidente della Repubblica 9 marzo 2011 e' stato affidato al Commissario (e ai due subcommissari), tra l'altro, l'incarico di assicurare il risanamento finanziario e l'equilibrio economico gestionale della Societa' nonche' individuare le modifiche statutarie idonee a garantire la funzionalita' dell'Ente. 

Va premesso che non sussisteva alcuna necessita' di risanamento finanziario dell'Ente considerate le rilevanti riserve patrimoniali' e l'ingente costante liquidita' a disposizione della Societa' (oltre 600 milioni di euro), evidentemente non adeguatamente valutate dall'estensore del provvedimento di commissariamento. Anche l'equilibrio economico risultava dai risultati di bilancio pur con tutte le riserve derivanti dalla contrazione dei ricavi e dall'andamento declinante degli incassi in connessione con la crisi economica che ha investito il Paese e con le note difficolta' ad approcciare il mercato digitale. In realta' il commissariamento e' stato indotto dall'impossibilita' di funzionamento dell'Assemblea degli associati SIAE, in conseguenza dell'atteggiamento ostruzionistico adottato dagli editori e dichiaratamente volto a far decadere gli organi sociali nei quali ritenevano di non poter far valere una posizione di supremazia per influire in maniera decisiva sulla ripartizione dei diritti d'autore e per condizionare le scelte gestionali dell'Ente. Nonostante l'assoluta liberta' di azione della gestione commissariale e del direttore generale, grazie alla mancanza degli organi ed organismi societari attraverso cui si esplicavano i poteri decisionali, sorveglianza e controllo della base associativa, nessun obiettivo sembra raggiunto a distanza di quasi tre anni dall'insediamento del direttore generale e di quasi un anno e mezzo dalla nomina dei commissari: ne' il risanamento economico dell'Ente in via strutturale, ne' un nuovo Statuto idoneo a garantire la funzionalita' della Societa'. Di cio' ne e' testimonianza la mancata approvazione, da parte degli organi di vigilanza, del bilancio SIAE per l'anno 2010 (predisposto dal Direttore generale e deliberato dai Commissari nel maggio 2011). Stessa sorte sembra toccata al misterioso testo dello Statuto predisposto dai Commissari (d'intesa con il direttore generale). 

Nessuna iniziativa e' stata assunta per garantire in maniera strutturale l'equilibrio economico della SIAE se non ricorrendo ad operazioni sulla ricchezza dell'Ente gia' esistente (il patrimonio immobiliare) e creando artificiosamente plusvalenze contabili ma con elevati costi reali, mentre nulla e' stato fatto per quanto concerne lo sviluppo di nuove fonti di ricavi, tranne un fumoso e astratto piano strategico dal quale non risulta alcuna iniziativa programmata di concreta produzione di nuovi ricavi ma solo la mera elencazione descrittiva di generiche e modeste «opportunita'» da coltivare, tutte da verificare e comunque insuscettibili di tradursi in effettivi, credibili e consistenti proventi. Direttore generale e Commissari si sono dimostrati palesemente non all'altezza dei loro compiti e vanno tempestivamente rimossi e sostituiti. 

3. DEFICIT DEL FONDO PENSIONI. 

e' singolare che il direttore generale, a suo dire sempre cosi attento e pronto a rilevare le criticita' della struttura aziendale, non si sia accorto ne' del presunto «buco» del Fondo Pensioni ne' dell'asserita «mala gestio» da parte degli amministratori e revisori del Fondo, pur avendo affrontato la problematica fin dal suo insediamento insieme con il Consiglio di amministrazione della SlAE. Si ricorda che il bilancio SIAE 2009, che teneva conto di una situazione di equilibrio del Fondo Pensioni, e' stato predisposto nel giugno 2010 dal Direttore generale gia' in carica da circa sette mesi che ha pertanto pienamente condiviso la legittimita' delle operazioni poste in essere dal Fondo, contrariamente a quanto dichiarato dallo stesso direttore generale nell'audizione del 22 febbraio 2012 nel corso della quale ha affermato dapprima che non doveva avere cognizione del bilancio del Fondo pensioni, poi ha fatto riferimento a «convinzioni da lui maturate sul disequilibrio del fondo» perche' basato «su valutazioni e assunzioni non realistiche e non ragionevoli». Non e' affatto chiaro quando tali convinzioni siano maturate poiche' le dichiarazioni si affastellano senza riferimenti temporali. Resta il fatto che sarebbe particolarmente grave il comportamento di un direttore generale che, pur essendosi reso conto del presunto «buco» del Fondo, non ne abbia tenuto conto nella predisposizione del bilancio della SIAE per il 2009, predisposto a maggio 2010. Quindi, nel 2010, nell'espletamento delle sue funzioni il direttore generale avrebbe dovuto conoscere e controllare il bilancio del Fondo e se del caso denunciarne le presunte irregolarita' prima di presentare il bilancio SIAE 2009 al Consiglio di Amministrazione. 

Lo stesso direttore generale, a distanza di un anno (giugno 2011 in sede di bilancio SlAE 2010), in piena sintonia con la gestione commissariale ritiene di riscontrare gravi irregolarita' nella gestione del Fondo che avrebbero causato un dissesto del Fondo stesso e capovolge i criteri di imputazione dell'erogazione della SIAE al Fondo Pensioni, creando le premesse per giustificare la contorta operazione sugli immobili della SIAE e su quelli del Fondo Pensioni accomunati in un'unica contestuale alienazione per produrre plusvalenze di cui occorre attentamente individuare i reali beneficiari. Si chiede di conoscere se in occasione dell'approvazione del bilancio SIAE 2009 a giugno 2010, il direttore generale si era accorto o meno del presunto «buco» e della mala gestio del Fondo Pensioni. 

4. RAPPORTI PROFESSIONALI CON IL SUB-COMMISSARIO SCORDINO 

Si chiede di conoscere se risponde al vero che l'avv. Scordino, prima della sua nomina a sub commissario, sia stato legale di fiducia del direttore generale, di cui a piu' riprese ha curato gli interessi anche in sede di predisposizione del contratto di lavoro con la SIAE. e' quantomeno atipico che nella gestione di un Ente Pubblico uno dei responsabili della gestione (un sub commissario) sia il legale, retribuito, del sottoposto (direttore generale), con evidente confusione di ruoli e responsabilita'. La risposta del Blandini pervenuta dopo l'audizione del 22 febbraio non convince, dimostrando la scarsa considerazione e rispetto in cui il direttore generale tiene i lavori di questa Commissione. 

Si ripropone la domanda con l'intento di ottenere una risposta chiara e inequivoca, chiedendo di conoscere altresi' se in virtu' di una delibera del Commissario Rondi che ripartisce le deleghe e' stata assegnata all'avvocato Stella Richter la delega sui problemi dello Statuto e all'avv. Scordino (gia' legale di fiducia del Direttore generale) la delega sui problemi dell'amministrazione dell'Ente, proprio come supervisore del Blandini suo cliente. 

Category: Indagine conoscitiva Commissione Cultura della Camera dei Deputati | Added by: ossiae (16-Jul-2012) | Date: 15 luglio 2012
Views: 325 | Tags: Ornaghi, Blandini, Rondi, Siae, Colucci

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  • SIAE
  • Verbali audizioni 15/2/2012
  • Verbali audizioni 22/2/2012
  • Verbali audizioni 29/2/2012
  • Trascrizione audizioni 06/3/2012
  • Verbale audizione 15/3/2012
  • Link Rassegna Stampa

  • Lo scandalo Siae | Guido Scorza | Il Fatto Quotidiano del 27 febbraio 2012
  • SIAE QUEL CHE SIA, LA POLTRONA È MIA di Malcom Pagani per il "Fatto quotidiano"
  • Scandalo Siae. Atto II. Le reazioni | Guido Scorza | Il Fatto Quotidiano del 29 febbraio 2012
  • La Siae di Nottingham | Filippo Gatti | Il Fatto Quotidiano del 14 marzo 2012
  • SIAE allo sbaraglio. Chi la salverà? | Il Journal del 30 marzo 2012
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