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Indagine conoscitiva Commissione Cultura della Camera dei Deputati [63]
All'inizio del 2012, dopo le discusse decisioni della SIAE sul proprio patrimonio immobiliare e sul Fondo Pensioni, la Commissione Cultura della Camera ha varato una indagine conoscitiva ascoltando protagonisti e testimoni delle vicende.

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Le multinazionali e i ricchi editori appoggiano in sostanza quanto fatto dai Commissari e chiedono ancora più potere in Siae.
L'audizione della FEM è stata abbastanza prevedibile. Da sempre Questi pochi ma ricchissimi editori esercitano un peso enorme nella Siae, anche attraverso forme di elezione che ne hanno consentito negli anni una grande influenza. Due sono gli aspetti che hanno tenuto a sottolineare. Il primo è che non hanno nulla da rimproverare agli attuali amministratori. Non entrano nel merito delle operazioni immobiliari, ma genericamente condividono la "necessità di mettere in sicurezza il Fondo Pensioni". In che senso vogliono che venga messo in sicurezza non è chiaro. 
La seconda cosa è più strategica e riguarda lo Statuto. La FEM chiede esplicitamente che lo Stato esca dall'amministrazione della Siae e si limiti a nominare il Presidente del Collegio dei revisori. Quanto al resto hanno mostrato di avere già chiare le idee su come debbano essere redatte le nuove regole elettorali.
Sul punto la questione di fondo riguarda la (ovvia) previsione contenuta nel Decreto di Nomina dei commissari che chiede "l'introduzione di modifiche statutarie idonee ad assicurare una effettiva rappresentatività in seno agli organi della Siae ai titolari dei diritti in rapporto ai relativi contributi economici".
La questione di fondo è proprio questa.
Occorrerà prima vedere con cura chi porta denaro alla Siae.
Infatti, la polemica vera che riguarda il mondo delle decine di migliaia di autori iscritti alla Siae è centrata sulla -ritenuta da tanti (si vedano in proposito gli articoli di Umberto Palazzo su Google)- scarsa trasparenza dei meccanismi di ripartizione che escluderebbero decine di migliaia di iscritti cui, del tutto paradossalmente, non viene dato un solo euro ed, anzi, sono costretti a versare la quota associativa dalle regole legittime senza in cambio ottenere nulla. 
La ripartizione delle quote di potere in Siae sulla base degli attuali meccanismi di ripartizione -che sembrano essere tali da avvantaggiare, seppure entro le regole, chi già prende molti soldi- altro non farebbe che riproporre logiche "castali" che ovviamente non sono più accettabili ed, oltretutto, sarebbero illegittime. Il Decreto parla di rappresentatività in rapporto ai "contributi economici".
Il lavoro molto importante, dunque, cui sarà chiamata la Commissione d'inchiesta riguarda le modalità di ripartizione della raccolta che fino ad ora sono state adottate.
Occorrerà sentire gli 80 mila iscritti che versano quote associative e non prendono una lira. Occorrerà scavare a fondo sui complicatissimi meccanismi stabiliti nelle ordinanze di ripartizione che disciplinano a chi vengono distribuiti i soldi. Occorrerà vedere come fanno all'estero. I vertici Siae non perdono occasione per citare gli esempi internazionali. Bene. Si veda come vengono ripartiti i diritti negli USA, in UK, ecc. e poi si calcoli in modo trasparente -e vigilato dallo Stato e da tutti gli aventi diritto- chi contribuisce di più e chi contribuisce di meno.
In ogni caso, al di la' della rappresentanza negli organi associativi è necessaria una vera opera di modernizzazione che consenta di stabilire con equità ed assoluta trasparenza -lo si ripete- chi sono gli aventi diritto. In questo lo Stato non può abdicare. Allo Stato -che ha assegnato alla Siae il monopolio nella raccolta dei Diritti di Autore obbligando di fatto decine di migliaia di piccoli autori a ricorrere ad essa- spetta il diritto e il dovere di vigilare perchè in particolare i più deboli ricevano il dovuto. 
Su questo tema attualmente la "rete" è in enorme fermento. Il Paese non può più sopportare "caste" e finalmente il Parlamento sano -di cui in Commissione Cultura si sentono in questi giorni alcune espressioni- pone mano ad una Commissione d'inchiesta che potrà fare luce per la prima volta sulla Siae. La coltre di segreto che è stata stesa sulla bozza di Statuto preparata dai Commissari purtroppo non fa presagire nulla di buono. Probabilmente la ragione ufficiale è che non viene resa nota per rispetto degli Organi Istituzionali cui è stata presentata. Non si capisce per quale ragione adesso non venga resa nota alla gente. In questo caso, francamente, stupisce anche l'atteggiamento del Governo. Perchè non la pubblica su internet? In qualunque altro Paese ciò sarebbe già avvenuto. Tale "segreto" è reso ancora più odioso dal fatto che in questo momento c'è una Commissione Parlamentare che sta lavorando sulla Siae. Ci sono parlamentari che hanno acquisito conoscenze ed esperienza sulla materia. E' facile che la FEM riceva udienza dal Ministro, anche all'occorrenza -come fatto altre volte- dopo aver acquistato paginate di giornali. E' meno facile che 80 mila autori che non beccano una lira e continuano a pagare la Siae abbiano udienza. Questo è i, momento dei Parlamentari, il cui lavoro in Commissione in queste settimane è oggetto di estrema attenzione da parte del numerosissimo popolo degli aventi diritto senza diritto, che si è stancato di essere solo "popolo bue". Si è certi che gli Onn. De Biasi, Zazzera, Barbieri, Gianni, Giulietti, Scalera, ecc. sicuramente vorranno vedere lo Statuto e non si presteranno a fare come si faceva in passato quando si istituiva una Commissione per addormentare tutto. Adesso c'è la rete e la gente si parla direttamente e velocemente. La Siae delle inefficienze, delle assunzioni clientelari, delle consulenze agli amici, dei superstipendi, degli appartamenti ai familiari non ha ragione di essere. Se non saranno questo Governo e Parlamento -ma non ci sono ancora ragioni per essere pessimisti- ci penseranno quelli che nella prossima legislatura prenderanno il posto delle caste politiche che fino ad ora hanno solo tutelato le prebende proprie e delle altre caste organizzate, senza occuparsi della gente comune.

In allegato la Memoria della FEM presentata in Commissione Cultura della Camera. 

Category: Indagine conoscitiva Commissione Cultura della Camera dei Deputati | Added by: ossiae (02-Apr-2012) | Date: 2 aprile 2012
Views: 230 | Tags: Barbieri, Scalera, De Biasi, Siae, Gianni, Commissione Cultura, FEM, Zazzera

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  • Verbali audizioni 15/2/2012
  • Verbali audizioni 22/2/2012
  • Verbali audizioni 29/2/2012
  • Trascrizione audizioni 06/3/2012
  • Verbale audizione 15/3/2012
  • Link Rassegna Stampa

  • Lo scandalo Siae | Guido Scorza | Il Fatto Quotidiano del 27 febbraio 2012
  • SIAE QUEL CHE SIA, LA POLTRONA È MIA di Malcom Pagani per il "Fatto quotidiano"
  • Scandalo Siae. Atto II. Le reazioni | Guido Scorza | Il Fatto Quotidiano del 29 febbraio 2012
  • La Siae di Nottingham | Filippo Gatti | Il Fatto Quotidiano del 14 marzo 2012
  • SIAE allo sbaraglio. Chi la salverà? | Il Journal del 30 marzo 2012
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