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Indagine conoscitiva Commissione Cultura della Camera dei Deputati [63]
All'inizio del 2012, dopo le discusse decisioni della SIAE sul proprio patrimonio immobiliare e sul Fondo Pensioni, la Commissione Cultura della Camera ha varato una indagine conoscitiva ascoltando protagonisti e testimoni delle vicende.

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La bellezza della gara pubblica
"La Guardia di finanza di Roma" -(Reuters) 17 maggio- "ha sequestrato beni per 16 milioni di euro a tre persone tra cui il costruttore romano Diego Anemone e l'ex provveditore alle Opere pubbliche Angelo Balducci, coinvolti nell'inchiesta sui Grandi eventi del 2010. Il sequestro e' avvenuto nell'ambito dell'indagine della procura di Roma sul presunto sistema di corruzione grazie al quale le imprese del gruppo Anemone sono riuscite ad aggiudicarsi appalti pubblici per circa 300 milioni di euro, fra cui quelli relativi al vertice G8 alla Maddalena, ai mondiali di Nuoto del 2009 e alle celebrazioni per il 150¬∞ anniversario dell'Unita' d'Italia. Balducci e' accusato di aver assegnato o fatto assegnare senza gare gli appalti delle opere pubbliche a imprese direttamente o indirettamente riconducibili alla famiglia Anemone. Dalle indagini e' emerso anche il presunto coinvolgimento di Gaetano Blandini, all'epoca dei fatti a capo della direzione generale per il cinema del ministero per i Beni culturali che - in cambio di alcuni lavori di ristrutturazione svolti su richiesta di Balducci da imprese di fiducia di Anemone presso la sua abitazione - avrebbe deliberato finanziamenti pubblici per 1,8 milioni di euro a societa' di produzione cinematografica". 
Nessuno e' colpevole fino a sentenza definitiva e ci si augura che ciascuno possa provare la propria estraneita' ai fatti qui riportati da una nota agenzia di stampa. Il riferimento agli appalti assegnati senza gara induce ancora una volta a riproporre l'antica questione delle gare pubbliche: farle produce risparmi in un contesto di trasparenza. 
La scelta dei fornitori deve essere sempre "improntata alla ricerca del massimo vantaggio economico" e si "deve riconoscere, ai fornitori in possesso dei requisiti necessari, pari opportunita' di partecipazione alla selezione". Questi sono i principi fondamentali delle gare pubbliche. La "pari opportunita'" di partecipazione rappresenta il cuore della gara che, appunto, per consentire a chi ha i requisiti di partecipare deve essere pubblica. Il "virgolettato" che precede e' tratto dal Codice di comportamento in merito ai rapporti con i fornitori vigente in Siae.
Come e' noto la Commissione Cultura della Camera sta cercando di capire l'intricata questione dell'affidamento da parte della Siae alla Societa' Sorgente e alla Allianz di incarichi di gestione immobiliari e assicurativi che comporteranno per quest'ultime ricavi di milioni di euro. Nell'audizione del 15 febbraio il subcommissario Stella Richtner dichiarava: "la SIAE non e' un organismo di diritto pubblico; non e' quindi ad essa applicabile il decreto legislativo n. 163 del 2006, che, come sapete, reca il Codice dei contratti pubblici. La SIAE, percio', non e' soggetta all'obbligo di fare ricorso, nella scelta dei contraenti, a procedure di evidenza pubblica, cioe' alle famose gare europee di cui si parlava nel corso dell'audizione informale della settimana scorsa: cio' avviene in base a pacifica giurisprudenza amministrativa e ad univoche indicazioni provenienti dalle autorita' amministrative vigilanti, soprattutto l'Autorita' per la vigilanza sui contratti pubblici". 
Probabilmente agli associati della Siae farebbe piacere pero' sapere cosa ci ha guadagnato la Siae "a non fare" una gara pubblica e perche' i dirigenti dell'Ente l'hanno scartata.
Ad ogni modo, come si diceva, l'art. 5.2 del Codice di Comportamento vigente in Siae a proposito della "Scelta del fornitore" recita: "I processi di acquisto sono improntati alla ricerca del massimo vantaggio economico per la SIAE e alla tutela dell'immagine della SIAE stessa. A tal fine, i Destinatari responsabili delle strutture aziendali che partecipano a detti processi devono (1) riconoscere, ai fornitori in possesso dei requisiti necessari, pari opportunita' di partecipazione alla selezione; (2) assicurare la partecipazione alla selezione di piu' di due fornitori, salvo casi eccezionali e disciplinati da apposite procedure aziendali; ecc."
Nel caso dei due Fondi Aida e Norma erano state invitate tre societa' di gestione. Ecco cosa si legge nel Verbale della prima riunione del "Gruppo di Lavoro di valutazione del beauty contest" per l'individuazione della SGR" del 25 novembre 2011 disponibile agli atti della Commissione Cultura: "Il dott. Blandini ... comunica ai componenti di aver avviato la consultazione di tre societa' SGR di comprovata esperienza, la Sorgente SGR spa, la Idea Fimit SGR spa e la Duemme SGR spa ... comunica che ... soltanto due hanno manifestato il proprio interesse tramite la trasmissione di una nota di riscontro". Nella copiosa documentazione presentata in Commissione si legge di una selezione che ha riguardato, appunto, solo le prime due. La terza Duemme SGR spa non ha partecipato alla selezione e, pertanto, non si capisce come sia stato rispettato il punto (2) dell'art.5.2 del Codice della Siae. 
Ma ancora meno chiaro e' in che modo la procedura seguita da Blandini e dai commissari abbia rispettato il primo punto dell'art. 5.2 del Codice che con chiarezza richiede che ai "fornitori in possesso dei requisiti necessari" sia riconosciuta "pari opportunita' di partecipazione alla selezione". Non ad "alcuni", scelti a piacere, ma a "tutti". E questo come si fa, se non con un avviso pubblico? Il senso della seconda previsione e' subordinato: se la gara e' stata pubblica, con una pubblicazione del bando urbi et orbi e si sono presentati solo due fornitori, questo non basta. Occorre che siano piu' di due! Ma prima ancora, pero', si ripete, occorre, che "tutti" quelli che hanno i requisiti siano stati messi in condizione di partecipare. 
Nel corso delle prossime audizioni della Commissione d'indagine o della istituenda Commissione d'inchiesta si potra' forse chiedere al sub commissario Stella Richter, Scordino o a Blandini come l'affidamento a Sorgente Group e ad Allianz si concilia con il Codice che la Siae stessa si e' data. Dalle carte distribuite in Commissione Cultura sembra che non sia stata data pubblicita' ne' al progetto di gestione immobiliare, ne' a quello assicurativo, ma che siano stati diramati degli inviti a pochi eletti, nel senso etimologico di scelti. Naturalmente e' possibile, oltre che auspicabile, che ci sia una chiara ed esauriente spiegazione che potra' diradare questi dubbi e sono numerosi quelli che l'aspettano.
Ecco un'altra questione che si aggiunge alle numerose domande che aspettano risposta.
Category: Indagine conoscitiva Commissione Cultura della Camera dei Deputati | Added by: ossiae (18-May-2012) | Date: 18 maggio 2012
Views: 386 | Tags: Siae, Allianz, Norma, Gara pubblica, Sorgente, AIDA

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  • SIAE
  • Verbali audizioni 15/2/2012
  • Verbali audizioni 22/2/2012
  • Verbali audizioni 29/2/2012
  • Trascrizione audizioni 06/3/2012
  • Verbale audizione 15/3/2012
  • Link Rassegna Stampa

  • Lo scandalo Siae | Guido Scorza | Il Fatto Quotidiano del 27 febbraio 2012
  • SIAE QUEL CHE SIA, LA POLTRONA È MIA di Malcom Pagani per il "Fatto quotidiano"
  • Scandalo Siae. Atto II. Le reazioni | Guido Scorza | Il Fatto Quotidiano del 29 febbraio 2012
  • La Siae di Nottingham | Filippo Gatti | Il Fatto Quotidiano del 14 marzo 2012
  • SIAE allo sbaraglio. Chi la salverà? | Il Journal del 30 marzo 2012
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