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Indagine conoscitiva Commissione Cultura della Camera dei Deputati [63]
All'inizio del 2012, dopo le discusse decisioni della SIAE sul proprio patrimonio immobiliare e sul Fondo Pensioni, la Commissione Cultura della Camera ha varato una indagine conoscitiva ascoltando protagonisti e testimoni delle vicende.

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Fondo Aida - I complicati conti di Blandini e dei Commissari diversi da quelli presentati dagli ex del Fondo: quali quelli giusti?
Nel corso dell'Audizione in Commissione Cultura del 15 marzo 2012  sono stati messe in evidenza -a dire di alcuni intervenuti (si vedano i resoconti allegati) importanti criticità nei conti che erano stati precedentemente illustrati da Blandini e  dai Commissari.
Si ricorda, infatti che i Commissari della Siae e Blandini hanno perseverato nella loro tesi - con toni allarmanti- di gravissima situazione dei conti del Fondo pensioni che a loro dire ha richiesto un intervento urgentissimo.  Hanno sempre sostenuto, infatti, che fino ad oggi il Fondo Pensioni è costato alla Siae 238 milioni di euro (si legga l'intervento di Blandini nell'Audizione del 29 febbraio pag.28). Sembra, invece, stando agli ex responsabili del Fondo Pensione -si veda il documento depositato in Commissione da Truffa Giachet il 15 marzo 2012-  che tale roboante cifra sia stata ottenuta rivalutando ad oggi le prestazioni e caricandovi la contribuzione ordinaria. In effetti -riportando qui fedelmente il ragionamento dell'ex direttore- le cifre tratte dagli stessi Bilanci della Siae sono di gran lunga diverse. Infatti, sommando i numeri si giunge a meno di 73 milioni di euro. Inoltre, va aggiunta una informazione interessante su cui -a meno di distrazioni- i Commissari e Blandini non hanno speso una sola parola: i disavanzi del Fondo pensione erano generati anche dalla politica di pre-pensionamenti adottata dalla Siae che, in tal modo, migliorava i suoi bilanci, ma allo stesso tempo peggiorava coscientemente quelli del Fondo Pensioni. Se gli amministratori di quest'ultimo non hanno eccepito nulla è perchè forse tre consiglieri su sei indicati dalla Siae (...con il Presidente scelto tra i consiglieri Siae) sarebbe stato difficile non adeguarsi ai desiderata della Siae. Ne deriva però una ulteriore conferma -da valutare anche in termini di oggettiva responsabilità gestionale- della contiguità del Fondo Pensioni con la Siae.
Ove si volesse fare un ragionamento da un punto di vista diverso -in verità abbastanza interessante-, occorrerebbe pure dire che la rivalutazione degli immobili del Fondo Pensioni è stata fino ad oggi eccellente. Furono acquisiti al valore dell'epoca di poco più di 3,3 miliardi di lire (1,7 milioni di euro) -secondo la documentazione depositata dall'ex direttore-  ed oggi valgono tra i 70 e 100 milioni (sul punto c'è la nota querelle "liberi/occupati" sulla quale si ritorna più avanti): ma si libereranno nel giro di 2-3 anni quindi cambia molto poco.
Anche l'impressionante stima (effettuata dai dirigenti della Siae e più volte richiamata per sottolineare a loro dire la gravita' della situazione) di ulteriori 194, 5 milioni di euro  -che sarebbero necessari per far fronte alle esigenze del Fondo Pensioni fino al 2059- è ottenuta -sempre secondo l'ex direttore del Fondo Pensioni- aggiungendo alla cifra reale di 117 milioni di euro ben 77 milioni di interessi attivi che la Siae incasserebbe. 
Questi interessi non sono costi, secondo l'interessante ragionamento di Truffa Giachet- bensì "guadagni" che la Siae, dunque, porterebbe a bilancio come proventi. Non andrebbero pertanto sommati ai costi come finora sarebbe stato fatto.
Questo dato è semplicemente rivoluzionario perchè metterebbe seriamente in discussione tutta l'operazione.
Ricapitoliamo.
La Siae fino ad un certo momento ha ripianato a piè di lista il disavanzo del Fondo Pensioni. 
Ciò è avvenuto a causa di una previsione statutaria del Fondo Pensioni che era stata condivisa dalla Siae stessa.
Semmai qualcuno un giorno dovesse scrivere la storia delle "dissennatezze" della Siae (per usare un termine dell'On. Giulietti)  si vedrà chi la governava in quel periodo e chi al Governo faceva la vigilanza.  In ogni caso, questa somma è già "andata" e l'unica possibilità che la Siae ha di riavere indietro i suoi soldi è fare in modo che alla fine il patrimonio immobiliare del Fondo sia ben preservato e ben valutato.
La Siae desidera adesso che il Patrimonio del Fondo Immobiliare sia venduto. Per far questo ha messo in piedi una complessa operazione in cui intervengono Società esterne che vi trarranno cospicui guadagni.
Ma la vendita -ci ricorda argutamente il rag. Truffa Giachet- si stava già facendo. Occorre quindi capire se il ricavato della vendita prevista sarebbe stato inferiore a quella che si vuole fare ora attraverso la Sorgente Group. Occorrerà, altresì, calcolare bene i benedetti "costi" di questo coinvolgimento di una Società esterna e poi trarre le somme.
Ne potrebbe derivare che l'operazione così come è stata concepita sia addirittura molto meno conveniente di quanto era stato già avviato dal Fondo Pensioni.
Fare questa verifica non è difficile perchè si tratta di numeri che in poco tempo possono essere messi in una tabella e resi noti.
Vi è poi un altro argomento più volte indicato dal Direttore generale e dai sub-commissari come indice della scarsa accortezza dei precedenti amministratori del  Fondo Pensioni: quello della vendita degli immobili che sarebbe stata effettuata a rate da 240 a 480 mensilità. Questo argomento che d'istinto solleva una certa ilarita' (480 rate sono ben 40 anni!) in realtà potrebbe ben essere spiegato, considerato che la liquidità richiesta ad un Fondo Pensioni è appunto molto spalmata negli anni. Inoltre, altra informazione fornita dall'ex Direttore del fondo pensioni che non era stata mai prima evidenziata, la vendita degli immobili sarebbe avvenuta dietro iscrizione di ipoteca e sottoscrizione di polizza assicurativa a garanzia dell'unità immobiliare. In tal caso non ci sarebbe stato tutto lo scandalo che è stato sollevato sulle rate quarantennali.
Last but not least, il rag. Truffa Giachet tiene a dire la sua sulla questione della valutazione degli immobili effettuata dallo stesso Fondo Pensioni che -a detta dei direttore generale della Siae e dei subcommissari- sarebbe stata superiore al suo valore perchè gli immobili sono occupati e ciò, pertanto, a lungo andare non avrebbe fatto tornare i conti. Truffa Giachet dice che la vendita che il Fondo pensioni aveva previsto -e che Blandini e i sub-commissari hanno stoppato- sarebbe stata effettuata "a prezzo pieno di perizia", considerando gli immobili venduti ai locatari come liberi". Inoltre precisa "che diversi conduttori avevano accettato la proposta d'acquisto e conseguentemente il prezzo. Il che dimostra la validità della valutazione" precedentemente effettuata dal Fondo Pensioni e più volte "attaccata" dai commissari.
La perizia, dunque, fatta a tavolino dalla CBRE che ha svalutato i prezzi degli immobili perchè occupati sembra a Truffa Giachet illogica perchè ci sarebbe stato chi li avrebbe acquistati a prezzo pieno.
Sembra, dunque, sempre più necessario che i Parlamentari si avvalgano di una (o piu'!) consulenze tecniche esterne e non in conflitto di interessi per stabilire se la velocissima operazione voluta da Blandini e dai Commissari è stata opportuna o meno e, in tale ultimo malaugurato caso, per fermarla prima che sia troppo tardi.
Category: Indagine conoscitiva Commissione Cultura della Camera dei Deputati | Added by: ossiae (16-Apr-2012) | Date: 16 aprile 2012
Views: 404 | Tags: Truffa Giachet, Blandini, Siae, Fondo pensioni Siae

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  • SIAE
  • Verbali audizioni 15/2/2012
  • Verbali audizioni 22/2/2012
  • Verbali audizioni 29/2/2012
  • Trascrizione audizioni 06/3/2012
  • Verbale audizione 15/3/2012
  • Link Rassegna Stampa

  • Lo scandalo Siae | Guido Scorza | Il Fatto Quotidiano del 27 febbraio 2012
  • SIAE QUEL CHE SIA, LA POLTRONA È MIA di Malcom Pagani per il "Fatto quotidiano"
  • Scandalo Siae. Atto II. Le reazioni | Guido Scorza | Il Fatto Quotidiano del 29 febbraio 2012
  • La Siae di Nottingham | Filippo Gatti | Il Fatto Quotidiano del 14 marzo 2012
  • SIAE allo sbaraglio. Chi la salverà? | Il Journal del 30 marzo 2012
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